Un’altra storia

Tè e cioccolata: genesi di un libro

Le idee vengono al mattino, dopo si pedala

Conosco Fulvia a Roma. Si è iscritta all’ottava edizione del Master di Federprivacy. Di Milano, come me. Una massa indomabile di capelli. Laurea in filosofia, origini armene. È evidente: mi piace subito. Ci scambiamo i numeri di telefono e la cosa finisce lì.

Passa qualche mese, forse più di qualche mese. Nicola Bernardi, mi chiede di scrivere un libro sulla privacy e gli audit.

Nel corso del Master è un argomento che interessa molto. Mi rendo subito conto del potenziale, ho già tutto in testa. Con la stessa lucidità vedo anche due ostacoli: parlo per giorni ai miei corsi ma non mi trovo a mio agio con l’espressione scritta e poi, se non mi si mette la giusta pressione io mi distraggo in sette massimo otto minuti.

Poi l’illuminazione, sempre di mattino, perché a me le idee vengono al mattino. Fulvia, lei è la persona ideale con cui scrivere il libro. La chiamo, salto i convenevoli che mi annoiano a morte, le spiego l’idea: è un po’ sorpresa.

La invito a casa mia. La mia casa. Ma questa è un’altra storia.

Comunque, la domenica dopo arriva, si siede sul bordo del divano ed ascolta il mio progetto. Le offro un tè, devo fare bella figura, Fulvia è una persona con un ottimo gusto. Tiro fuori uno dei miei servizi preferiti Lomonosov Basket. Scoprirò, anni dopo, che sua meravigliosa zia, ha un servizio Galli rossi di Richard Ginori, ma anche questa è un’altra storia.

Le spiego perché secondo me lei è la persona giusta. Ci deve pensare, certo che ci deve pensare.

Alla fine arriva il si.

Iniziamo a trovarci a casa sua, a casa mia, al mare.

Scrivere con Fulvia è stata un’esperienza straordinaria. All’inizio ognuna scriveva una parte e poi condividevamo, successivamente abbiamo iniziato a scrivere insieme, la domenica pomeriggio. Scrivevamo 10 righe ed iniziavamo a discutere, perché Fulvia non mi faceva passare neanche una virgola. Io per il nervoso saltavo sulla sua cyclette e pedalavo come una forsennata, mi calmavo solo quando mi offriva il tè con le Camille. Nel frattempo, inevitabile, nasce anche un’amicizia, andiamo alla Scala, a qualche mostra, da una amica che ci offre il tè in sottilissime coppette giapponesi con degustazione di dolcetti.

Finalmente la prima lettura e la consegna delle bozze! Quando abbiamo avuto la prima edizione tra le mani abbiamo festeggiato con una cioccolata amara in bricco ed una caraffa di panna: Pasticceria San Carlo. Aa quella prima edizione ne sono seguite altre quattro, perché è cambiato il mondo: è arrivato il Regolamento Europeo, nuove Linee guida ed edizioni di norme volontarie. E noi imperterrite, molte domeniche abbiamo aggiornato e tolto un mucchio di virgole! Si, perchè io le metterei ovunque e Fulvia non sa neanche cosa siano. L’ultima versione del libro l’abbiamo chiusa a dicembre del 2019.

Adesso devo girare questo file a Fulvia, non lo posso pubblicare se non ho il suo benestare, ma mentre lo rileggo sullo sfondo Jump dei Van Hallen, difficile trovare un brano più lontano dalla raffinatissima Fulvia.

Rileggendo mi rendo conto che con Fulvia abbiamo bevuto grandi quantità di tè, sempre in servizi diversi, ma anche questa è un’altra storia.

Monica, Maggio 2020